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Avete una barca a vela e volete un’assicurazione che adempia agli obblighi di legge e magari anche con qualche garanzia in più, ma vi riesce difficile districarvi tra le informazioni molteplici e gli altrettanto numerosi preventivi che si possono trovare online navigando in Internet. La questione infatti è articolata, ma le specifiche di legge sono chiare e semplici da seguire.

Per la vostra barca a vela di proprietà l’unica copertura richiesta dalla normativa italiana, come avviene per altri veicoli a motore, come auto o moto, è quella sulla Responsabilità civile, o Rc, che ha il compito di coprire i danni che si causano a terzi durante l’uso dell’imbarcazione o mentre staziona all’ormeggio, in rada e in banchina. Ciò vale per tutte le categorie dimensionali delle unità da diporto a vela che sono le seguenti:

  • natanti: unità con scafo di lunghezza inferiore ai 10,00 metri
  • imbarcazioni: unità con lunghezza scafo compresa tra i 10,00 e i 24,00 metri
  • navi da diporto: unità con scafo più lungo di 24,00 metri.

Sempre la legge, come stabilito dal Dlgs. 198 del 6 novembre 2007, determina il massimale minimo che una polizza Rc deve prevedere.

Da tale obbligo sono esentati quei natanti a vela che non abbiano motore ausiliario a bordo e superficie velica massima 15 metri quadrati. In pratica solo le derive possono navigare senza una copertura assicurativa, anche se è buona norma provvedere a questa eventualità e dotarsi di polizza Rc: per causare danni a qualcuno non è necessario avere un panfilo.

L’ammontare della cifra richiesta per la copertura, come è facile verificare con preventivi online, varia in funzione del valore della barca, del massimale scelto e della potenza del motore installato a bordo. Si parla comunque di cifre ragionevoli  soprattutto se paragonate alle conseguenze in cui può incappare chi naviga senza assicurazione: sanzione fino a 3000 euro e sequestro dell’imbarcazione.

Altro discorso è se la barca risulta intestata a una società di leasing. In tal caso il proprietario dell’imbarcazione, vale a dire la stessa società di leasing, chiede che sia tutelato anche il bene in sé. Perciò richiede che si sia sottoscritta anche una polizza Corpi Yacht, in altre parole una garanzia che copre i danni che possono accadere durante l’uso o la sosta della barca a vela. Questo tipo di polizza presenta numerose varianti e possibilità in funzione di ciò che deve essere assicurato. Quindi dipende sì dal valore della barca in sé, ma anche dall’area di navigazione che si sceglie, che è sempre definita nel contratto di assicurazione, e dal tipo di danni che si decide di includere, per esempio il recupero della barca, il disincaglio, l’abbandono della barca, il motore ausiliario, gli accessori ecc. Così come si possono anche includere polizze che prevedono la copertura dei danni relativi a incidenti che possono occorrere alle persone imbarcate, dall’armatore all’equipaggio e agli ospiti. Sono elementi fondamentali ed è bene avere chiaro che cosa si va ad assicurare sottoscrivendo un contratto con una delle varie compagnie assicuratrici per avere certezza dei costi e delle garanzie.

Assicurazione per il charter e per le regate veliche

Siccome per chi naviga molto la barca diventa una seconda casa, avere la certezza che questa sia assicurata è un buon tranquillante e ciò diventa ancora più importante nel momento in cui la barca è utilizzata per attività più intense come il charter   o la partecipazione a regate. In questi casi è possibile, e molto consigliabile, sottoscrivere delle coperture specifiche. Specialmente nel caso dell’attività sportiva le circostanze che possono generare incidenti e danni a bordo aumentano considerevolmente, non solo durante le competizioni, ma anche in allenamento. Una polizza che garantisca il risarcimento dei danni che si causano a bordo è un utile ausilio. Verificare presso la compagnia quali sono le coperture incluse nella polizza ed eventualmente chiederne di specifiche per le proprie necessità è un buon sistema per non avere sorprese di nessun tipo.  

Da non dimenticare che la legge italiana prevede che ogni veicolo a motore circolante sia assicurato, indipendentemente dal tipo di alimentazione e di potenza installati a bordo. Quindi anche se si utilizza il tender spinto da un piccolo fuoribordo si deve avere un’assicurazione RC con i massimali di cui sopra.

Il Certificato di assicurazione e il relativo tagliando, in quanto prova di un obbligo adempiuto, sono documenti di bordo, per tanto devono essere conservati in barca ed esibiti a ogni richiesta delle forze di polizia. Non c’è chiarezza sulla necessità di tenere il tagliando in vista, mentre permane l’obbligo dell’esibizione su richiesta specifica, in ogni caso, qualora si decida di tenerlo all’esterno di deve avere la garanzia che sia leggibile. In caso contrario è necessario richiederne una copia alla propria compagnia assicuratrice.   

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